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lunedì 12 febbraio 2018

Stop al Cyberbullismo

stop al cyberbullismo

 

Un ragazzo su 3 rende sempre accessibile a tutti il materiale condiviso tramite social e più della metà è consapevole che questo possa essere viralizzato da altri. Ben 9 ragazzi su 10 usano il “telefonino” sia per i social, sia per l’accesso al web e, per un uso essenzialmente ricreativo, solo 2 ragazzi su 10 invece usano “tablet o pc ”specie per un uso di studio e/o lavoro e giusto il 20% dei ragazzi non riconosce la gravità delle trasgressioni sul web. Sono questi i risultati di un’indagine sul cyberbullismo coordinata dalla professoressa Anna Maria Giannini dell’Università La Sapienza di Roma.

 

Il campione della ricerca, costituito da 1.342 ragazzi della Scuola Secondaria di secondo grado con un’età compresa fra gli 14 e i 19 anni, ha dimostrato quanto quello del cyberbullismo sia un fenomeno preoccupante e ancora molto poco delineato.

Ecco perché è necessario intervenire subito. Proprio con questo obiettivo è nato il progetto “Giovani ambasciatori contro il cyberbullismo per un web sicuro...in tour...”, promosso dal Moige (movimento italiano genitori) e insieme con la Polizia di Stato.

 

Il progetto, che coinvolge 18 regioni, oltre 50mila ragazzi e 100mila tra genitori e docenti, prevede un'unità mobile donata da Enel Cuore onlus pronta a raggiungere i comuni che lo richiederanno. "Internet e la rete - ha spiegato Roberto Sgalla, direttore centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni - offrono indubbie opportunità di crescita, ma pongono gli adolescenti di fronte a rischi spesso sottovalutati. Compito degli adulti, e in particolare di istituzioni, associazioni e aziende è quello di non lasciare soli i ragazzi, ma aiutarli a muoversi nel mondo virtuale".

 

"Come genitori dobbiamo tutelare i nostri figli nella vita online e offline - ha sottolineato Maria Rita Munizzi, presidente nazionale Moigeè un atto di responsabilità collettiva che deve essere supportata anche dagli operatori economici e dalle istituzioni centrali e territoriali". 

 

 

Il vademecum contro il bullismo

Per combattere il cyber bullismo, a Milano, in occasione del Safer Internet Day dello scorso 6 febbraio, è stato lanciato il primo “social code”. Una sorta di bon ton digitale per far capire ai giovanissimi che dietro schermi e tastiere ci sono persone in carne e ossa, e con un cuore da maneggiare con cura. Prima regola rispetto ma anche sicurezza sulla Rete. "Quando utilizziamo un social network - si legge nel codice - prendiamoci sempre qualche minuto per impostare la privacy. Del resto, quando ci presentiamo a qualcuno, non consegniamo al nuovo conoscente la nostra agenda con i riferimenti sulla nostra abitazione, i recapiti telefonici e così via".

 

Il secondo punto del vademecum tocca il tema della web reputation: "le nostre foto, i nostri post e tutto ciò che condividiamo parla di noi e può farlo a lungo, se non per sempre", è il monito. E ancora, un rimando alla vita lontano dalla tastiera: "chi si metterebbe in una vetrina di un negozio nel centro della propria città in atteggiamenti ambigui, intimi e imbarazzanti? Chi di noi in mezzo alla strada o su un mezzo pubblico aggredirebbe un passante per il suo look? Manteniamo questo buon senso anche sui social network, preservando la nostra immagine pubblica da facili critiche".

 

E poi c'è la cosiddetta “Netiquette”, che si lega anche al valore della privacy e all'importanza di chiedere permesso. Nessuno di noi può obbligare il prossimo a compiere azioni contro il suo volere: possiamo proporre alternative a nostro piacimento, ma la coercizione viola ogni principio di rispetto e libertà. Chiedere permesso è buona norma sia quando si entra nelle altrui stanze sia quando ci si affaccia al profilo digitale di un'altra persona, se si desidera citarla o taggarla.

 

Il social code è stato curato da Cuore e Parole Onlus, associazione che dal 2004 è impegnata nel contrasto e nella prevenzione del disagio giovanile e nella promozione di sani stili di vita (anche digitale).

 

Scarica l'indagine a questo link: www.moige.it/indaginecyberbullismo

 

 

 



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