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Dieci cocktail da provare

cocktail 

Durante le fredde serate d'inverno lasciate che le sapienti mani di un barman mescolino per voi qualche cocktail. Per combattere le temperature basse o per riscaldare qualche cuore solitario, ecco i suggerimenti del barman Emilio Socci, esperto di cocktail e vincitore di premi nazionali per le sue creazioni.

 

Un bicchierino di Cognac o di Scotch possono certamente farvi sentire più caldo e non c’è nulla di più confortante di una tazza fumante e deliziosa fatta a regola d’arte e dal sapore ubriacante. Chi ama tirare tardi sa che le notti sono fredde e allora è meglio ricordarsi di qualche buon cocktail caldo.

 

 

Vin Brulé

Fin dal Medioevo, in tutta Europa divenne buon uso e costume nel periodo invernale consumare il Vin Brulé, che proprio per la sua facile preparazione (principalmente vino rosso corposo portato ad ebollizione con l’aggiunta di spezie e agrumi) è un gran classico della storia della miscelazione. Corroborante, riscaldante e disinfettante, storicamente in Francia era chiamato “Il Vino Dei Poeti di Strada”, perché nelle lunghe serate invernali, questi trovano nella bevanda il giusto conforto e l'ispirazione per le rappresentazioni teatrali nelle Vie Parigine di fine 800 e 900.

 

 

 

 

Blue Blazer

Un altro drink che ha caratterizzato la storia della miscelazione mondiale è il Blue Blazer, creato in America dal Professor Jerry Thomas. Un drink tanto scenografico quanto elaborato nella sua semplicità degli ingredienti. La spettacolarità del drink sta nella lunga fiamma blu che passa tra i due boccali in cui si fa passare il liquido. La leggenda dice che Thomas abbia tenuto i boccali ad un metro di distanza gli uni dagli altri e che avrebbe preparato la bevanda solo se la temperatura esterna fosse stata massimo 10°C o al di sotto, facendo un eccezione a questa regola se la persona che ordinava aveva un raffreddore o l’influenza.

 

 

 

Grog

Simile ma più storico è il classico drink britannico Grog, inventato dall’ammiraglio Edward Old Grog Vernon nel 1740. A seguito della colonizzazione inglese della Giamaica, iniziò gradualmente a sostituire il rum al classico consumo di birra e brandy (i pirati all’epoca già bevevano un drink caldo per stemperare il freddo dei mari a base di Brandy, chiamato Black Bumbo). Il Grog era chiamato dai marinai dell’epoca “Rum annacquato” poiché, per evitare che bevessero in un sol colpo razioni di rum grezzo dal grado alcolico altissimo, venne aggiunta dell’acqua e del succo di limone, che permise l’assunzione della miscela più volte al giorno.

 

 

 

Toddy

Continuando sul filone storico, il Toddy è un altro drink molto simile al Grog e al Punch. Il nome Toddy fa il giro del Mondo arrivando fino in India. In origine il termine indicava la linfa dell’albero di noce di cocco indiano lasciato fermentare al sole. Nell’Europa dell’est, invece, il termine indicava qualsiasi liquido distillato con l’Arak (un liquore dal sapore molto spiccato di anice). Nel 19° secolo, l’Arak però era un ingrediente di rigore per i Punch (infatti esiste il Punch Hindi, fatto con arak, tè, zucchero, acqua, limone).  Dal 1748, dunque, il Toddy diventa una bevanda calda fatta con un distillato di Arak, Rum o Whisky con l’aggiunta di thè o sidro a base di frutta o spezie e bucce di arancia o limone. In Europa prende piede anche la sua variante a base di Gin.

 

 

 

Irish Coffee

Parliamo di una bevanda che viene identificata come cocktail e non come un caffè: è il famoso caffè irlandese, meglio conosciuto come Irish Coffee. Veniva servito nei bar del porto ai passeggeri che attraversavano lunghi e freddi viaggi transatlantici. Con la sua composizione fatta di caffè bollente, whisky irlandese, zucchero e crema di latte fredda è tutt' ora uno dei drink caldi, più bevuti e conosciuti nel mondo.

 

 

 

Egg Nog

La serie di drink prettamente invernali è fatta, però, anche di  qualche drink freddo. Si tratta dell'Egg Nog, una sorta di zabaione rinforzato (latte, tuorlo d'uovo, zucchero e spezie), consumato soprattutto nelle festività natalizie.

La prima ricetta dell’Egg Nog (latte di gallina) appare nel 1862, la paternità va ai coloni inglesi che nel periodo natalizio preferivano rinforzare la bevanda energetica a base di latte e uova con l'aggiunta di uno spirito, infatti l'Egg Nog può essere preparato con l'aggiunta di Brandy, di Whisky o di Rum.

 

 

 

Russian Black and White

Il cocktail invernale vero e proprio è il Russian, nella versione Black per i gusti più forti e nella versione White per i più delicati, con la sua cremosità dal gusto dolce. La combinazione tra vodka e liquore al caffè risale al 1949 e fu pensata per la prima volta per l’allora ambasciatore degli Stati Uniti in visita in Europa. Facile intuire che il nome Black Russian rimandi al colore scuro del liquore al caffè e all'origine del distillato più famoso di Russia, la vodka. La versione White del Russian prevede un'aggiunta di crema di latte in superficie che rende il drink piacevole anche al gentil sesso.

 

 

 

Sazerac

Un cocktail che risale al 1830, prima della guerra civile, è riconducibile al genio di tutti i bitter, Antoine Pechaud che, trasferitosi dalle Antille a New Orleans, nella sua farmacia creò una bevanda corroborante per amici e clienti, fatta con Cognac, una miscela segreta dei suoi bitter, zucchero, profumo di assenzio e acqua: ecco a voi il Sazerac. Si pensa che il nome del cocktail derivi dal brand di un Cognac molto conosciuto a quei tempi “Sazerac-du-Forge et Fils”. Anche per il Sazerac, con il passare degli anni si è arrivato a sostituire il Cognac con il Rye Whisky per farlo diventare più piacevole al palato americano ma anche un po’ per salvaguardare le risorse del Cognac che, con la Filossera in quei tempi, rischiava di scarseggiare.

 

 

 

Manhattan

Dalla lista dei drink invernali non mi sentirei di escludere uno dei Re della miscelazione, il Manhattan. Speziato, corroborante, dal gusto ricco e non troppo secco, magari riveduto e corretto per adattarlo meglio alla stagione o al proprio gusto. Il Manhattan lo si può trovare tranquillamente in tutte le drink list sin dalla nascita (1876). La sua versione base è fatta di Borbon, Vermouth rosso e Angostura. La fama duratura e storica del Manhattan ha prodotto innumerevoli varianti, sia sulle proporzioni tra distillato e vermouth sia sull'utilizzo del distillato che va dal tipo di whisky. In alcune varianti, infatti, può esser il Rye Whisky o addirittura il Cognac.

 

 

 

Alexander

Tra i drink capaci di riscaldare cuori e animi, dal sapore cremoso e delicato, c'è sicuramente l'Alexander. La sua fama parte dagli inizi del '900 ma nel tempo si sono aggiunti anche qui una serie di ingredienti variabili a seconda dei gusti: Gin, Rye Whisky e Cognac che  si sono andati a miscelare sugli ingredienti fissi, cioè la crema di cacao e la crema di latte. Esiste anche un'altra variante con il Rum...ma dal nome diverso: Panamà Cocktail.

 

 

 

Quindi, dopo un'estate passata fra Margarita e Mojito ci sarà voglia di sapori decisi, confortanti e soprattutto caldi. Sui cocktail alcolici purtroppo non c'è una vera e propria distinzione fra quelli estivi e quelli invernali e allora… per sopperire... sarà meglio coccolarsi con questi suggerimenti: sidri, spezie, liquori, in alcuni casi caffè e tanto amore, come sempre.

 



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